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canzoni dei paracadutisti


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CON LA MORTE PARO A PARO

IL CANTO DEL PARACADUTISTA

 SUI MONTI E SUI MAR

 LA SAGRA DI GIARABUB

Quando più aspra in guerra
infuria la battaglia
quando più forte crepita
sul fronte la mitraglia;
se segna il passo il fante,
se sostano i carristi,
ci mandano a chiamare: chi ?
Noi, paracadutisti !


Siam cento, cento e cento,
tutti forti, arditi e sani,
un po' pazzi, un po' poeti,
ma il fior fior degli Italiani.


Veniamo da lontano
per vie arcane e belle
volando nella notte,
ci guidano le stelle.
Nell'alba colorata
di luci lievi e tristi,
scendiamo giù dal cielo: chi ?
Noi, paracadutisti !

C'è a chi piace far l'amore,
a chi piace far denaro,
a noi piace far la guerra
con la morte a paro paro.
Giungiamo da lontano
qual folgore dall'alto
spazzando ogni difesa,
nell'ebrezza dell'assalto;
apriam la strada al fante,
il valico ai carristi,
diam ali alla vittoria: chi ?
Noi, paracadutisti !
Siam cento, cento e cento,
tutti forti, arditi e sani,
un po' pazzi, un po' poeti,
ma il fior fior degli Italiani

A chi cade combattendo
Dio concede in sorte bella
di volare lieve lieve
tra una nuvola ed una stella.


In quell'angolo di cielo
riservato a tutti noi,
dove vivono in eterno
Santi, Martiri ed Eroi.
 

Cuori d'acciaio all'erta
il cielo è una pedana,
tra poco nell'offerta
noi piomberemo giù,
pugnali e bombe a mano,
viatico di morte,
e l'ansia della sorte
non sentiremo più !
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo
e via pel tuo nuovo destin !


Come folgore dal cielo !
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta !
precediamo la vittoria.
Un urlo di sirena: fuori...fuori !
E giù nell'infinito
sul nemico più agguerrito
per distruggere o morir.
Per distruggere o morir.
L'occhio nemico scruta:
son nuvole che vanno,
ma poi che il vento muta
li vedi già son qui.
E gli angeli di guerra,
pugnale in mezzo ai denti,
in uno contro venti
si battono così !
Sganciato ogni corpo dai vincoli,
racchiusi in un quadrato fermissimo,
il piombo nemico si sgretola:
nessuno di noi cederà !

Come folgore dal cielo !
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta !
precediamo la vittoria.
Un urlo di sirena: fuori...fuori !
E giù nell'infinito
sul nemico più agguerrito
per distruggere o morir.
Per distruggere o morir.
Passa pei cieli un canto,
è un canto di vittoria,
i figli della gloria
in alto vanno ancor.
E pronti alla battaglia,
col cuore sempre all'erta,
ripeteran l'offerta
con rinnovato ardor !
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo
e via pel tuo nuovo destin.

 

Sui monti sui mar
per le strade e nel ciel
lanciamo in alto la sfida ideal.
Lungo sarà il cammino
ma con speranza e con ardor
lanciamo i nostri cuori
nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna
Ci arde alto il sol.
D'inverno il gelo
Ci morde aspro il cuor.
Ma saldi nel periglio
Vitam pro patria exponimus
E la divisa nostra è insegna del valor.

In aspri cimenti
Le forze noi tempriam.
Fra i rischi mortali
La nostra via seguiam.
In faccia al mondo vile
Splende la sfida del valor
Avanti o Paraca
Avanti, avanti ancor.

 

FIGLI DI NESSUNO

 

Figli di nessuno
tra le rocce noi marciam
ci disprezza ognuno
perché laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.


Siamo nati chissà dove chissà quando
allevati nella pura carità
senza padre, senza madre, senza inganno
noi viviamo come uccelli in libertà.

Figli di nessuno,
tra le rocce noi viviam
ci disprezza ognuno,
perché laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar .
Figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar .

  Inchiodata sul palmeto - veglia immobile la luna
a cavallo della duna - sta l'antico minareto.
Squilli,macchine,bandiere, - scoppi sangue ... Dimmi tu
che succede cammelliere? - E' la sagra di Giarabub!

"Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!"
Spunta già l'erba novella - dove il sangue scese a rivi...
Quei fantasmi in sentinella - sono morti,o sono vivi?
E chi parla a noi vicino? - Cammelliere,non sei tu?
- In ginocchio,pellegrino: - son le voci di Giarabub!
"Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.

Colonnello non voglio encomi,
sono morto per la mia terra...
Ma la fine dell'Inghilterra
Incomincia a Giarabub!

GIRA GIRA L'ELICA

PARACADUTISTA TU

ALLARMI ARDITI DELL'ARIA

TI RICORDI LA SERA DEI BACI

E l'aviazione nostra sorella
dopo di noi è la più bella,
e gira gira l'elica romba il motor
siam paracadutisti o si vince o si muor.
Gente che non fa niente che non ha voglia di lavorar, scendiamo giù dal cielo per fare all'amor posti nel cimitero per noi non ce n'è. L'artiglieria arma pesante mira a ponente e spara a levante. E gira gira l'elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor, gente che non fa niente che non ha voglia di lavorar. Se atterriamo in un campo dispighe tutte le donne ci danno ...la mano. E gira gira l'elica romba il motor
siam paracadutisti o si vince o si muor, scendiamo giù dal cielo per fare all'amor.

 
 Paracadute di seta pura, se non si apre che fregatura, e gira gira l'elica romba il motor, siam paracadutisti o si vince o si muor, posti nel cimitero per noi non ce n'è

 

Siam nuove fiamme di un novello ardor
temprato è il braccio e più temprato è il cuor
siam pronti a osar siam pronti a obbedir
come siam pronti a vincere o a morir.
Col nostro petto e col nostro cervel
uniamo insieme la terra con il ciel
bianche farfalle scendono a ploton
unite tutte al rombo del cannon.
Paracadutista tu
che scendi da lassù
sopra l'inferno
tu conquisti ciò che vuoi
a fianco degli eroi
che sono eterni.
Quando scendi giù dal ciel
avvolto nel tuo vel
la vittoria ti sorride già
ma se ti tronca la mitraglia
dalla battaglia
in ciel ritornerai lassù
ma se ti tronca la mitraglia
dalla battaglia
in ciel ritornerai lassù.

 

All'armi arditi dell'aria
col pugnal tra i denti e bombe a mano
dal cielo scendiamo in battaglia
irruenti e pronti a tutto osar.
All'armi, all'armi, all'armi pronti al lancio rombano i motor. Non tremare se fischia la mitraglia, ma lotta con fiducia e con ardor.

Sorridi, o Mamma.
Puoi esser fiera
di un figlio ardito
di terra e di ciel.


Egli combatte sotto la bandiera
con fede grande per l'ItaIia bella.
Non pianger Mamma.
Sorridi e spera
che il figlio tuo
ritornerà!
Ei non perisce sul campo di battaglia
No!
Ma vive eternamente in ogni cuor.

Ti ricordi la sera dei baci,
quando forte stringendomi al seno;
mi dicevi sei bella, mi piaci,
tu, stasera sei fatta per me.
Mi dicesti che a Pasqua tornavi,
ma il destino non volle così,
bel paraca che avevi vent'anni
lassù nel cielo sei andato a morir.
Come un angelo dall'ali spezzate,
sei caduto sul campo di guerra
se col tuo sangue bagnasti la terra
all'Italia donasti il tuo cuor.
Sopra il basco che noi portiamo,
c'è un fregio che regna sovrano;
noi lo portiamo con fede ed orgoglio
viva l'Italia ed il suo bel tricolor.
Bimbe belle che fate all'amore
non piangete non state a soffrir
non c'è al mondo più grande dolore
che vedere un paraca morir.
C'è chi piange chi getta un fiore
chi in silenzio continua a soffrir
non c'è al mondo più grande dolore
che vedere un paraca morir.
Mamme care che a casa aspettate
non piangete pei vostri figlioli
lassù nel cielo non sono mai soli
c'è tutta l'Italia che intorno gli stà.
Ali, pugnale e bianca calotta
è il nostro stemma, fra tutti il più bel...
esso ci guida e ci sprona alla lotta
viva l'Italia e gli arditi del ciel !

 

SE TU CREDI NEL DESTIN

 20 ANNI

 LA PATTUGLIA

VOLONTARI PARA'

Se tu credi nel destin
se tu credi nel doman
il tuo cuor non può esitar
vien con noi a saltar
sulla pista rulla il "G"
alla porta via si và.
Noi marciam
che ci importa del doman
la tua vita tu dovrai cercar
perciò non esitare
vien con noi parà.
Per far parte di un elite
per far parte dei migliori
la tua pelle rischierai
sarai fiero di esser qua
l'avventura del tuo vol
la tua sete spegnerà.
Noi marciam
che ci importa del doman
la tua vita tu dovrai cercar
perciò non esitare
vien con noi parà.
Per la gente senza nom
per canagliE senza onor
un inferno giungerà
lotteremo noi parà
con la fronte alta nel sol
ci innalziamo vincitor.

 

O paracadutista il più bello sei tu di tutta la Repubblica la meglio gioventù; Qualcuno arriccia il naso vorrebbe biasimar, ma non ci fare caso si continua a camminar; E con in testa il nostro Comandante lo seguiremo ovunque il suo cammin, se la mitraglia ha il fuoco fulminante siamo sempre pronti a vincere o morir. A noi la morte non ci fa paura ci si fidanza e ci si fa l'amor, se poi ci avvince e ci porta al cimitero s'accende un cero e non se ne parla più. ritornello: Ma  me ne fregherò della morte e dell'amor Ma me ne fregherò ho vent'anni dentro il cuor; Quando dalle nubi mi dovrò lanciar col paracadute sulle spalle penso che se allora non si aprirà la tua bocca più non bacerò! ritornello.

 

E' notte
e il sonno non viene, perchè?...
Mah,non so,non ricordo davvero:
forse san sveglio da sempre, chissà!...
La luna,selenica diva,
che seguo con gli occhi febbrili sgusciare tra i cigli,
m'appare,qual stanca creatura, tra i picchi rocciosi
sorgenti dal fondo di basse colline
ammassate sul tergo del fronte.
E trova il suo asilo pur essa,
e il chiarore soffuso s'estingue.
Un istante è passato, quello che viene è già qui e
il buio dilaga repente e affoga chi giace.
Or,ecco,ci siamo:
l'ordine è quasi un bisbiglio che
rompe la quiete apparente.
E' tempo di andare,
non può starvi indugio
e,"via,via ragazzi:
fuori,alla lesta!"
silente,nell'aria vischiosa,
la pattuglia si muove,
si tuffa e sparisce.

Sono ombre,
fantasmi velati di nero,
che vanno per brulli pendii,
per erte sudate,
tra anfratti e pianori sassosi,
oltre la notte,
nel cielo profondo,laggiù,
ove il nulla è ancora qualcosa.

Volontari Parà
camerati nel destin
combattiamo, venite a lottar.
Coraggio ed onor
con fierezza ed ardor
nella notte ci lanciam.
Sulla terra e su mar
per valli e per col
la mitraglia accompagna la nostra canzon.
Avanti ancor guardando verso il sol
un nemico fugale avrem
leal ploton, in Quinta siam
avanti ancor spiccando il nostro vol
sarem nel mito, torniamo vincitor.
A questo mondo infedel
al tiranno invasore
opponiamo la spada, il valor.
Nella mischia mortal
nell'olimpo sarà
vittoria di noi Parà.
Altrimenti cavalier
pur lottando cadiam
superiam la morte trionfal.

Avanti ancor guardando verso il sol
un nemico fugace avrem
leal ploton, in Quinta siam
avanti ancor spiccando il nostro vol
sarem nel mito, torniamo vincitor.

AVANTI ARDITO

BANDIERE AL VENTO

BAGNANDO IL BASCO

CANTO DEL GUERRIERO PARA'

L'Ardito è bello l'Ardito è forte
ama le donne e beve il buon vin,
per le sue fiamme, color di morte,
trema il nemico quando è vicin!
Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.
Fiamme nere avanguardia di morte,
siam vessillo di lotta e d'onor,
siam l'orgoglio mutato in coorte,
per difendere d'Italia l'onor!
Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.
Quante volte fra tenebre folte
nella notte estraemmo il pugnal,
fra trincee e difese sconvolte
dalla mischia cruenta fatal!
Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.
Mamma non piangere, se c'è l'avanzata
tuo figlio è forte, paura non ha
asciuga il pianto della fidanzata,
che nell'assalto si vince o si muor!
Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.
Una stella ci guarda, la sorte;
e ci avvincon tre fiamme d'amor,
tre parole di fede e di morte:
il pugnal, la bomba ed il cor.
Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.

 

Spunta l'alba sul camin
e il guerriero marcia già;
è venuto da lontan
per servire la civilità,
l'erba verde intorno a sè
gli ricorda che a Da Nang
tanto sangue è corso già,
corso per la libertà
altri luoghi, altri color
ma nel cuore lo stesso ardor
basco rosso e lealtà
l'occidente trionferà.
C'era il sole a Dien Bien Pu
ma nessuno si scaldò
con Onore e Fedeltà
a vent'anni si morì
e l'oblio di chi non sà
il disprezzo di chi odiò
rabbia orgoglio a noi daran
bandiere al vento per marciar.
Ora è notte sul cammin
forse il sole non rivedrò
camerata, eroe, parà
la nostra fede trionferà.

 

PARACADUTISTI D'ITALIA

Nel volo più audace
di guerra o di pace
i Paracadutisti pronti son.
Un lancio...
nel folle uragano...
e poi l'azzurro, la gaiezza in cuor!

(Ritornello):
Dei Paracadutisti l'ardimento
lo canta il vento
al mondo inter...
Fra cielo e terra nasce il loro valore
non han timore
indomito è il voler!
Discendon lievi lievi
come angeli nel sol;
eterni e pure brevi
son gli istanti di quel vol...
Ai Paracadutisti onore e gloria
e la Vittoria
ci arriderà!

Con animo forte
sfidando la sorte
si lanciano dall'alto in un balen...
Un tuffo...
il vuoto li accoglie,
e li sospinge invitta volontà!

Rit.

Son figli d'italia
nessuno li uguaglia
le mente salda, i nervi come acciar...
Soldati...
mandati dal Cielo
nel sacrosanto impegno d'un dover!

Rit.
 

Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor,
il vento di morte, il freddo terror
quando ci sfida è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio, il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
All'apparire del tuo fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a sapere di morir.
Allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
non conosciamo paura o timor,
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.
Il vento di morte, il freddo terror
quando ci splende è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.

 

ARDITI INCURSORI

Guardiam su nel ciel il segno giungerà
gli arditi incursori dal ciel discenderan;
per l'ultima battaglia la terra tremerà
la danza della morte i cuori temprerà!

Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!

Sempre in avanti i ranghi serrerem
e questo mondo marcio domani crollerà
sarà la nostra marcia che il suoi calpesterà
sarà il nostro sangue che ci riscatterà!


Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!

Alla nostra terra fedeli resterem
per noi la nuova Europa in piedi risorgerà
risorgerà l'Europa, risorgerà con noi
il grido di battaglia dai petti salirà!

Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà...Sabotator!

 

Cantiamo in cor una canzon, del guerriero parà
lo spirito in fiore ci esorta a lottar.
Per te nostra amata Italia,
vermiglio sangue verserem,
vicino è il momento in cui barbarie lotterem.
Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così: ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem!
La morte ormai paur non fa,và a letto col parà;
col sol che splende nel cuor,l'onor difenderà.
Paraca nostro camerata,nel cielo sei andato a morir,
sul volto avevi un sorriso,in eterno vivrai con noi.
Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così:ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem!
In faccia al mondo noi gridiam:Onore e Fedeltà.
E siamo fieri di esser qui, puri e duri a morir.

Siam volontari paracadutisti
veniamo da ogni region,
lottando da Oslo a Corfù,
faremo l'Europa nazion!

BASCHI ROSSI E  FREGI D'ORO

CIMITERI DI FOLGORI

IL MERCENARIO

SE NON CI CONOSCETE

Baschi rossi e fregi d'oro
sguardo limpido e sereno
siamo arditi paracadutisti
e dal cielo ci lanciamo.
Con il mitra tra le mani
col pugnale in mezzo ai denti
sul nemico arditi ci lanciamo
non ci trema il cuor davvero!
Quando il compito è più duro
mai esitiam,mai ci arrendiam
quando il cielo si fà più scuro
allora noi cantiamo....
Là sul nemico che ci accoglie
col suo fuoco distruttor
là sul nemico dove romba
la mitraglia ed il cannon.
Il nostro fregio sarà
sarà quello che su tutti trionferà
e una voce ci dirà che siam
siam forti,coraggiosi,paracadutisti siam.

 

NELL'ABISSO A CAPO GIU'

Siam i paracadutisti
la colonna del valore
siam votati agli imprevisti
de la Patria per l'onor
Senza musica e fanfara
solo al rombo del motor
con le Parche siamo in gara
ma non trema in petto il cor.
Le mete più agognate
Presto raggiungeremo
Com'aquile librate
Noi vi discenderem
e folgori saremo
contro i nemici allor
e ovunque innalzeremo
il sacro tricolor.
Noi temprati alla fucina
Della vita militare
Nostra ferrea disciplina
Non potrà mai vacillar
De la Patria per la gloria
Stretti siamo nel dover
D'impalmare la Vittoria
o sul campo rimaner.
Le mete più agognate
Presto raggiungeremo
Com'aquile librate
Noi vi discenderem
e folgori saremo
contro i nemici allor
e ovunque innalzeremo
il sacro tricolor.

I nostri volti esultano
Nell'ansia di obbedir
Le nostre labbra giurano
O vincere o morir.

Nel giorno di El Alamein
giorno di morti per chi vive ancora,
s'udì sotto le zolle deserte
seminate
di silenzio e di croci,
un mare d'uomini.
Corpi antichi lanciati,
squali di vento veloci
frenati da seta
o da morte.
Si udì un mare
di rupi nemiche
di sole assetato
di ciottoli diacci
di notti severe
gli sguardi biechi della luna
le buche, l'attesa...
Udimmo qui il mondo falò
bruciare bestemmie
e preghiere
Udimmo il sospiro di vetro gelarsi
in occhi morenti
Paracadutisti.

Ossa d'aria-teschi di ferro
dimenticati protagonisti
del tempo.

SE ANCHE SIAMO SOLI

Alla nostra marcia
fate largo voi popoli
siamo stati consacrati all'agire viril;
se anche siamo soli le nostre schiere vanno
attraverso il nemico sanguinante ormai;
lo sguardo in avanti,
serrato abbiamo i denti
rimbomba la strada il nostro passo sonor!
Del sol la luce
sarà dentro noi parà,
laggiù regna ancora la porala e l'onor;
la gioventù migliore
avanza là nel sole
e il mondo può lodare o maledire come vuol.
O sogno di bellezza
non devi invecchiare
i nuovi cavalieri nasceranno: son Parà!

 


Eterno, Immenso Dio che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità, guarda benigno a noi, Paracadutisti d'Italia, che nell' adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli.

Manda l' Arcangelo S.Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo. Come nebbia al Sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.

La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.

Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.

Così sia.

Sono morto nel Katanga,
venivo da Lucera,
avevo quarant'anni
e la camicia nera.
Di me la gente dice
che sono un mercenario
soltanto per bottino
soltanto per denaro.
Ma adesso che son steso
guardate nel mio sacco,
ci troverete un mitra
e un'oncia di tabacco.
Invano cercherete
soldi nel tascapane,
li ho spesi proprio tutti
insieme alle puttane.
Amavo una ragazza
di razza Congolese
ma l'ho perduta ai dadi
con Jimmi l'Irlandese.
Se io fossi rimasto a casa
là nella mia Lucera
avrei la moglie grassa,
i figli e la pancera.
Avrei la moglie grassa
le rate, la seicento,
mutua, televisione
panciotto, doppiomento.
Invece sono andato
in giro per il mondo
adesso sto crepando
quaggiù nel basso Congo.
Salvai monache e frati
dal rogo del ribelle
ma il Papa se ne frega
se brucia la mia pelleLa mia pelle brucia
in questo letamaio,
ma l'ONU se ne frega
perchè son mercenario.


I fuochi sono spenti
ormai scende la notte,
addio verdi colline,
addio dolci mignotte.
Addio dolci bambine
coi fiori tra i capelli,
ragazze senza nome
lasciate nei bordelli.
Coi nostri baschi rossi
ho fatto una bandiera,
portatela agli amici
che invecchiano a Lucera.

Viva la morte mia
viva la gioventù
viva la morte mia
viva la gioventù.

Se non ci conoscete guardateci dall'atto
Noi siam i paraca del battaglion d'assalto
Bombe a man e carezze col pugnal.
Se non ci conoscte guardateci sul viso
Veniamo dall'inferno e andiamo in paradiso
Bombe a man e carezze col pugnal.
Se non ci conoscte ve ne darem le prove
Noi siamo i paraca del Capitan........
Bombe a man e carezze col pugnal.
E se l'artiglieria fa il suo bombardamento
Il paraca và all'assalto veloce come il vento
Bombe a man e carezze col pugnal.
Paraca e lupi neri giocavano a scopone
Han vinto i paraca con l'asso di bastone
Bombe a man e carezze col pugnal.

Abbiamo per trofeo un brutto basco nero
Gli abbiam riservato un posto al cimitero
Bombe a man e carezze col pugnal

L'OMBRA DEL PARA'

(canzone della 6^ cp. "Grifi"

Quando la Morte ci vede su nel cielo
sul petto le sboccia uno stemma nero:
l'ombra del parà, quando scende giù
pronto a stramazzar al sol grido di
SESTA GRIFI!

Quando la Morte ci vede sulle torri
ed invita i migliori a saltare incontro,
noi coraggio abbiam che ci spinge
metri e metri giù al sol grido di
SESTA GRIFI!

La Morte ci vede marciare per le strade,
fieri guerrieri, impavidi e bestiali;
essa calza allor, rosso un basco
ed affianco a noi marcia urlando
SESTA GRIFI!

Un giorno vicino noi Morte useremo,
fiera alleata e più non solo amante
per distruggere chi già medita
di costringerci alla schiavitù
e più forte allor grideremo
SESTA GRIFI!!

 


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